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Terza pagina 24/06/2009 Recensione “Storia del Primo maggio – dalle origini ai giorni nostri”
Poco più di un mese fa abbiamo festeggiato il primo maggio e, documentandomi su questa celebrazione, ho trovato un saggio molto interessante che voglio proporvi: “Storia del Primo maggio – dalle origini ai giorni nostri” scritto dal Professor Francesco Renda, professore emerito di Storia moderna all'università di Palermo, ed edito da Ediesse.
Paola Cutini
Il percorso che indica Renda parte dalle origini del proletariato (il soggetto della festa del Primo maggio) e poi si snoda attraversando i “primi maggio” storici, dalle origini ai giorni nostri, dall'America all' Australia, dall'Europa all'Italia. Nei primi capitoli del libro si può leggere la descrizione delle condizioni del proletariato e della prima teorizzazione delle otto ore lavorative di Robert Owen, un giovane fabbricante che sosteneva la necessità di non superare le otto ore di lavoro per permettere ai lavoratori di raggiungere un “integrale e razionale sviluppo del carattere e dell'intelligenza”. Renda racconta dettagliatamente anche i moti e le manifestazioni di fine ottocento nelle principali città statunitensi, mentre Guglielmo Epifani sceglie di cominciare la sua prefazione a questo libro con una citazione di Parson, dirigente del sindacato americano nonché uno dei cosiddetti “martiri di Chicago”, considerata da Luciano Lama “la definizione più pura e universale del significato del Primo maggio”: “Spezza il tuo bisogno e la tua paura di essere schiavo – diceva Parson – il pane è libertà, la libertà è pane”. Il percorso continua con il racconto dei “primi maggio” quasi anno per anno: il Primo maggio del 1890 (a cui sono dedicati 3 capitoli); Primo maggio 1891; primo maggio dal1894 al 1899; Primo maggio del XX secolo ecc. Non poteva mancare un capitolo dedicato ai “primi maggio” proibiti nell'epoca fascista quando la celebrazione di questa festa era considerata reato che poteva condurre al carcere o al confino. Negli anni in cui l'Italia sottostava al fascismo, il primo maggio divenne un'occasione per esprimere, in forme diverse, l'opposizione al regime: scritte sui muri, “riunioni” clandestine ecc mentre il regime si affannava per reprimere ogni forma di dissenso. Il libro del Professor Renda è pieno di aneddoti su questo periodo: nel 1937, racconta il sindacalista Oreste Lizzadri, ci fu una caccia alle cravatte rosse da parte della polizia, cittadini ignari delle manifestazioni clandestine venivano fermati e costretti a togliere la cravatta; i poliziotti più zelanti andarono alla ricerca di tutte le sfumature di rosso, dal rosa pallido al rosso acceso! Il XXI capitolo di “Storia del Primo maggio” è dedicato alla strage di Portella della Ginestra e Renda riporta la nota rievocazione poetica di Ignazio Buttitta. Il libro si conclude con la storia dei “primi maggio” dal 1960 al 2000. Insomma se vi interessa la storia e volete sapere qualcosa in più sulla festa dei lavoratori, questo libro vi sarà utile e vi invito alla lettura di questo volume con una citazione di Gramsci che troviamo anche nella prefazione di Epifani: “il primo maggio è il convegno del mondo, dei lavoratori di tutto il mondo, è un momento della vita mondiale, è un'anticipazione, nell'attualità, di ciò che dovrà essere la vita della società futura: “comunione universale dello spirito umano”. |
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