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28/07/2010

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Le rivelazioni di Wikileaks sull'Afghanistan: un danno o un regalo per Obama?

Tuttavia, fa un certo effetto leggere nero su bianco, in rapporti militari ufficiali che avrebbero dovuto restare confidenziali, che i servizi segreti pakistani, o Isi, invece di sostenere gli sforzi bellici dell’alleato americano nel vicino Afghanistan agivano dietro le quinte per sostenere i Talebani contro i soldati statunitensi.

Naturalmente, in oltre 91.000 documenti segreti che coprono un periodo che va dal 2004 al dicembre 2009, sono contenute altre rivelazioni di rilievo, tuttavia quella sul doppio gioco del Pakistan, peraltro smentito dagli interessati, resta la più importante. Riguardo la fuga di notizie orchestrata da Wikileaks.com e ripresa dal New York Times, dall’inglese Guardian e dal tedesco Der Spiegel, qualcuno l’ha già paragonata al lontano episodio dei Pentagon Papers.

Questi erano documenti diplomatici sulla guerra in Vietnam, riuniti in un corpus unitario per ordine di Lyndon Johnson e coprivano il conflitto del sud est asiatico dai tempi dell’amministrazione Eisenhower. Furono resi pubblici dall’analista militare Daniel Ellsberg nel 1971 come mezzo per screditare lo sforzo bellico americano in Vietnam e favorire lo sganciamento dal teatro asiatico.

L’obiettivo fu raggiunto in pieno perché, se ufficialmente le autorità politiche e militari esaltavano la guerra come strumento essenziale per contenere il comunismo, dall’insieme dei documenti emergeva il crescente disincanto della Casa Bianca per il conflitto, considerato una causa persa. Vi era quindi una discrepanza stridente tra quanto raccontato ufficialmente e quanto discusso nel segreto dell’Ufficio Ovale.

Ciò che è stato reso pubblico da Wikileaks è sostanzialmente diverso. Prima di tutto non si tratta di memorandum per il presidente, record di conversazioni o altri documenti in grado di individuare con chiarezza lo sviluppo delle dinamiche e delle scelte politiche delle varie amministrazioni, come nel caso dei Pentagon Papers, ma siamo di fronte a rapporti militari molto più ristretti. In secondo luogo, se i primi mettevano in luce l’esistenza di due verità, quella ufficiale e quella segreta, i rapporti sull’Afghanistan non dicono molto di più di quanto già si sapeva riguardo un conflitto iniziato nel 2001.

Anche il presidente Obama non ha fatto molto per smentire quanto reso noto da Wikileaks. Un simile atteggiamento potrebbe però essere indicativo di uno scopo ben preciso: l’amministrazione più che essere danneggiata dalle rivelazioni, potrebbe sfruttarle per i suoi obiettivi politici.

Basti pensare alla fuga di notizie più rilevante, il sostegno dei servizi pakistani ai talebani: quale migliore strumento per fare pressione sul Pakistan e indurre i suoi servizi segreti a tagliare ogni legame con i talebani che una rivelazione su tali legami letta in rapporti militati segreti e anche per questo attendibili?

Pier Francesco Galgani

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