Gli script servono solo a fare rollover sulle immagini
 
Quasi quasi
La tentazione dell'Opinione Pubblica   Monday 06 September 2010
 
NotizieUmorismoNotizieNotizieNotizie
Notizie dalla Provincia dell'Aquila


Newsletter
Iscriviti alla newsletter per ricevere nella tua e-mail le nostre notizie.
  Notizie

26/06/2010

QUI OBAMA

Il presidente e il suo generale

La scelta del presidente è dovuta alle dichiarazioni di McCrystal al magazine Rolling Stones, con cui criticava, con parole inusualmente dure, la dirigenza della Casa Bianca e la sua gestione del conflitto afgano.

In particolare, il militare ha sostenuto che durante il suo primo incontro con il presidente, questi appariva poco sicuro, con poca preparazione riguardo lo scenario afgano e soprattutto, sembrava che nemmeno sapesse con chi stesse parlando e perché. James Jones, consigliere per la sicurezza nazionale, anch’egli ex generale, è stato definito da McCrystal un pagliaccio, così come apprezzamenti dello stesso tenore sono stati riservati al vicepresidente Joe Biden, all’inviato speciale per l’Afghanistan Richard Holbrooke etc.

Ad Obama simili critiche sono apparse ancora più fuori luogo perché a scegliere McCrystal per il ruolo di comandante in Afghanistan era stato proprio lui, e proprio per ascoltare le sue richieste, il presidente aveva deciso, a fine 2009, di inviare nello stato asiatico altri 30.000 uomini.

Secondo McCrystal, per evitare che il paese si trasformasse da Afghanistan in “Chaos-stan”, era necessario che gli Usa seguissero la stessa tattica utilizzata da George Bush in Iraq: un incremento sostanziale delle forze in campo per pacificare il paese e avviare l’exit strategy americana.

Per qualche tempo, Obama non aveva ascoltato le richieste del generale e aveva avviato un dibattito interno ai suoi consiglieri su quale strada seguire per risolvere il problema afgano. Dopo alcuni mesi, il presidente aveva deciso di assecondare la posizione di McCrystal, mettendo in minoranza chi, come il vicepresidente Biden, sosteneva che in Afghanistan gli Usa non avrebbero dovuto aumentare le truppe, ma estendere solo le operazioni di contro insurrezione.

Nonostante la fiducia accordata, Obama si è trovato a dover gestire una nuova crisi (oltre alle altre emergenze, come la marea nera nel Golfo), dovuta proprio all’uomo a cui aveva dato massimo credito. Secondo molti osservatori, l’uscita di McCrystal sarebbe stato un modo per prepararsi al peggio. Il generale infatti, temendo che, malgrado l’aumento delle truppe, fattori come l’inettitudine del presidente Hamid Karzai a liberarsi dalla corruzione e la rinnovata forza dei talebani, potessero condurre ad un ulteriore peggioramento della situazione, avrebbe voluto tutelarsi.

Con le critiche alla dirigenza della Casa Bianca, avrebbe voluto coinvolgere anch’essa nel probabile, a suo giudizio, futuro disastro afgano. Ovviamente Obama non poteva permettere che le parole del generale restassero senza seguito. Ne andava del prestigio della sua carica e soprattutto della tradizionale supremazia statunitense del potere civile sul potere militare.

In una situazione simile a quella di Obama si sono trovati anche altri presidenti, ad esempio Harry Truman. Questi, nel corso della guerra di Corea, dovette fronteggiare un episodio di grave insubordinazione da parte dell’eroe della guerra nel Pacifico, Douglas McArthur. Il generale non concordava con il presidente sui mezzi per affrontare le forze militari cinesi, scese in guerra a fianco dell’esercito invasore della Corea del Nord, e rischiava quindi di mettere in crisi l’autorità presidenziale. Truman non ebbe esitazioni. L’uomo che aveva deciso di usare l’atomica su Hiroshima licenziò su due piedi McArthur.

In un episodio molto meno gravido di conseguenze, Obama ha agito allo stesso modo. Agendo in modo rapido ha dato il ben servito a McCrystal e ha nominato al suo posto un uomo come David Petreus, estremamente preparato, già protagonista del “surge” in Iraq e last but not least, possibile suo antagonista repubblicano per la corsa alla rielezione alla Casa Bianca nel 2012.

Pier Francesco Galgani

» Torna all'archivio

  01/09/2010
QUI OBAMA
Il ritiro dall'Iraq e le promesse elettorali mantenute
- 23/08/2010
Internet
Il bavaglio telematico
-

Direttore Responsabile: Mario Camilli
-