Gli script servono solo a fare rollover sulle immagini
 
Quasi quasi
La tentazione dell'Opinione Pubblica   Monday 06 September 2010
 
NotizieUmorismoNotizieNotizieNotizie
Notizie dalla Provincia dell'Aquila


Newsletter
Iscriviti alla newsletter per ricevere nella tua e-mail le nostre notizie.
  Notizie

09/03/2010

QUI OBAMA

La "nuova" dottrina nucleare americana

Si tratta di un documento che ogni presidente, per legge, deve presentare, all’inizio del mandato, e serve ad illustrare all’opinione pubblica la sua attitudine riguardo l’arsenale nucleare e la sua gestione. Dopo il discorso pronunciato da Barack Obama, l’anno scorso a Praga, in cui aveva affermato che obiettivo primario della sua amministrazione sarebbe stato favorire le condizioni per un mondo libero da armi nucleari, vi era molta attesa.

A prima vista, le aspettative non sono state deluse. Secondo le indiscrezioni del New York Times, la Casa Bianca si preparerebbe ad una riduzione “dramatic”, spettacolare, delle armi nucleari a sua disposizione. L’entità dell’eliminazione dovrebbe essere dell’ordine di alcune migliaia e potrebbe riguardare anche quelle schierate in Europa, tra cui anche l’Italia.

Sembrerebbe una mossa adeguata a perseguire l’obiettivo proclamato a Praga, in realtà, leggendo le altre prescrizioni del documento, è lecito avanzare qualche dubbio. Infatti, in esso, si legge che obiettivo principale dell’arsenale nucleare americano dovrebbe essere di fungere da deterrente contro attacchi atomici esterni. Dietro questa frase, apparentemente ovvia, si palesa il punto essenziale dell’intero documento. Se la deterrenza è la principale ragione d’essere della armi nucleari americane, non è però l’unica.

L'amministrazione potrebbe usare le sue atomiche non solo come deterrenti, ma anche come strumento per un primo attacco, un “first strike” preventivo. Tale interpretazione estensiva potrebbe essere esclusa se il documento usasse l’espressione “sole purpose”, unico scopo, per la funzione deterrente dell’arsenale atomico. È evidente invece che l’impostazione attuale non solo non è in sintonia con chi vorrebbe vedere ridotto il numero e il ruolo delle armi nucleari negli equilibri internazionali, ma cozza anche con le affermazioni di Obama a Praga.

Secondo la stampa statunitense il concetto di arsenale atomico non solo come deterrente, ma anche come mezzo per colpire per primi, sarebbe da intendersi come una vittoria del Pentagono di Robert Gates e del complesso militare-industriale di eisenhoweriana memoria sui settori meno intransigenti della Casa Bianca di Obama.

Di conseguenza, anche la portata della spettacolare riduzione delle testate atomiche statunitensi (che comunque ammonterebbero sempre a decine di migliaia), contenuta nella Nuclear Posture Review, va ridimensionata, e letta anche come una misura volta a tagliare le spese di gestione della macchina statale e militare statunitense e a ridurre l’enorme deficit di bilancio che Barack Obama ha ereditato da George Bush. In sostanza la contrazione delle testate nucleari andrebbe intesa come una ennesima misura antideficit, simile a quella che ha costretto Obama a cancellare il nuovo programma di esplorazione lunare Constellation. Tempi duri per la superpotenza americana.

Pier Francesco Galgani

» Torna all'archivio

  01/09/2010
QUI OBAMA
Il ritiro dall'Iraq e le promesse elettorali mantenute
- 23/08/2010
Internet
Il bavaglio telematico
-

Direttore Responsabile: Mario Camilli
-