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| Monday 06 September 2010 | ||||
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Notizie 04/02/2010 QUI OBAMA La battaglia in Illinois per l’ex seggio al Senato di Barack Obama Lo stato da cui proviene Abramo Lincoln è controllato dai democratici da decenni. Ma lo scandalo dell’ex governatore Rod Blagojevic, che nel 2008 tentò di barattare la scelta del senatore che avrebbe sostituito Obama fino a nuove elezioni con favori economici e politici ha gettato notevole discredito sulle sorti dei democratici locali. Roland Burris, l’uomo scelto da Blagojevic per completare la legislatura non si è nemmeno presentato alle primarie, consapevole che la genesi della sua nomina non gli avrebbe permesso di andare lontano. Se allo scandalo Blagojevic si aggiunge la declinante popolarità nazionale di Obama che lo scorso 19 gennaio ha permesso al repubblicano Scott Brown di conquistare il seggio di Ted Kennedy, tenuto dai democratici sin dal 1952, si comprende l’importanza della posta in palio in Illinois. Per i repubblicani, prendere anche Chicago ad appena due anni dalla trionfale elezione di Obama che molti salutarono come l’inizio di una nuova era progressista, sarebbe un risultato di assoluto rilievo e darebbe un colpo decisivo alla agenda legislativa della Casa Bianca. Niente male per un partito diviso tra la fazione “Tea Party”, anti tasse, contro l’intervento del governo in economia, a cui guarda con interesse Sara Palin, ex compagna di strada di John McCain e le fila moderate vicine a Newt Gingrich. Dopo le primarie il prossimo candidato democratico al seggio senatoriale di Obama sarà Alexi Giannoulias. 33 anni, tesoriere dello stato, carica che equivale al nostro ministro delle finanze, è figlio di un immigrato greco che iniziò vendendo sottaceti, riuscì ad aprire una agenzia immobiliare da cui nacque una piccola banca, la Broadway Bank, di cui Alexi è stato vicepresidente. Giovane, telegenico, è stato eletto nel 2006 e ha vinto grazie ad una lunga frequentazione con l’establishment democratico statale, favorita dal fatto che suo padre è stato uno dei primi finanziatori di Obama e anche dalla grande familiarità con il presidente, coltivata con la comune frequentazione dei campi di basket. Giannoulias è uno dei pochi a disporre del numero del Blackberry di Obama e della sua e-mail personale. Malgrado ciò, la prima scelta del presidente per coprire il suo seggio al Senato non è stata Giannoulias, ma Lisa Madigan, attuale attorney general dell’Illinois. Motivo? La poca esperienza del giovane greco-americano e soprattutto i legami poco chiari della banca di famiglia con alcuni loschi figuri del sottobosco politico-finanziario di Chicago. La Broadway Bank è sottoposta a controlli federali per manovre economiche poco ortodosse che avrebbero avuto per destinatari personaggi come Tony Rezko, ex finanziatore del partito democratico, implicato in torbide vicende di corruzione. Il suo passato controverso è emerso anche nelle primarie e, a novembre, potrebbe essere un arma in più nelle mani dell’avversario repubblicano, l’attuale deputato dell’Illinois Mark Kirk. Giannoulias ha vinto con una maggioranza ridotta, spaccando il partito democratico locale e indebolendone la tenuta elettorale. Kirk sarà un avversario di peso: ex militare, con un passato di due turni in Afghanistan e a favore dell’aborto, si presenta come un repubblicano moderato e pragmatico, in grado di attirare i voti dei democratici più centristi e degli indipendenti. Inoltre, in un momento come quello attuale, in cui Obama tenta di cavalcare le spinte popolari contro i privilegi e i super bonus dei banchieri, in nome degli interessi della classe media, l’esperienza di banchiere di Giannoulias potrebbe essere un handicap grave per il successo della sua candidatura. Come è ovvio, è presto per capire cosa succederà a novembre: quello che si può dire senza tema di essere smentiti è che se l’attuale “jobless recovery”, la ripresa economica senza posti di lavoro cederà il posto a una nuova espansione con creazione di occupazione a ritmi sostenuti, a beneficiarne sarà il partito al governo e allora anche le prospettive poco rosee di candidati come Alexi Giannoulias potrebbero trasformarsi radicalmente. Pier Francesco Galgani |
01/09/2010 QUI OBAMA Il ritiro dall'Iraq e le promesse elettorali mantenute Internet Il bavaglio telematico |
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