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| Monday 06 September 2010 | ||||
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Notizie 02/01/2010 News L'italia dei poveri L’Italia non è un paese ricco, questo lo si sa. L’Italia è un paese di poveri, questo lo si sta scoprendo. L’Istat, con il suo rapporto annuale, è impietoso e sembra non lasciare spazio a chi vede il miraggio della ripresa economica. Il 2008 è stato l’anno in cui la forbice tra ricchi e poveri si è nuovamente allargata, tenendo nella gelida morsa delle sue lame una nazione incapace di reagire. Il 10% delle famiglie italiane possiede il 44,5 % della ricchezza dell’intera nazione, mentre un ben più nutrito 50% dispone solo del 9,8% della torta italica. In questo limbo, poco dantesco, finiscono nuove figure sociali e così si scopre una nazione in cui il problema maggiore non è la povertà, ma la quasi povertà. Sono proprio le categorie che ricadono in questa situazione a preoccupare maggiormente glia analisti che parlano di nuove psicosi legate alla vergogna ed al rifiuto di tale condizione. Già perché per chi è povero dalla nascita è meno duro sopportare lo status stesso, ma per chi lo diventa le difficoltà non si limitano a quelle economiche. Così il dato spaventoso non è quello relativo alla famiglie indigenti, che pur rappresentano l’11,3% del totale, ma quelle che nel 2008 si sono affacciate alla soglia della miseria , ovvero il 7,9% . Rispetto al 2007 non è stato registrato nessun decremento delle percentuali statistiche anzi la ristrettezza economica ha creato nuovi fenomeni sul fronte del risparmio: il 10,9% delle famiglie ha dichiarato di non poter riscaldare adeguatamente la propria abitazione ed il 18,2% ha affermato d’aver rinunciato all’acquisto di vestiti, se pur necessari. Si continua con l’ 11,8% dei nuclei familiari che hanno dovuto rinunciare alle spese mediche e con il 5,7% che non hanno potuto alimentarsi nel modo corretto. Per comprendere a pieno l’andamento di questi fenomeno basti pensare che nel 2007 le famiglie che non potevano permettersi l’acquisto di nuovi capi d’abbigliamento rappresentavano il 16,9% del totale, cioè l’1,3% in meno. Analizzando le spese finanziarie sono due i dati che balzano all’attenzione: dal 2007 al 2008 si è passati dal 5% delle famiglie con difficoltà nei mutui al 7,1%, così come si è passati da un 8,8% ad un 11,9% di nuclei impossibilitati al pagamento delle bollette. Le difficoltà ad arrivare a fine mese, quindi, ci sono, sono più marcate e acquistano sempre nuove forme. In media in Italia le famiglie con queste problematiche sono il 17,1% del totale(l’1,7% in più rispetto al 2007) anche se il record, ovviamente negativo, registrato dalla regione Sicilia è davvero preoccupante se si pensa che si parla di un 30,2%. Tuttavia, in pieno accordo con la politica dell’ottimismo, si potrebbe leggere il dato nazionale congiuntamente con quello siculo, per tirare un sospiro di sollievo e per incominciare ad assaporare la ripresa economica. Alessio Bucaioni |
01/09/2010 QUI OBAMA Il ritiro dall'Iraq e le promesse elettorali mantenute Internet Il bavaglio telematico |
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