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17/10/2009

L'INTERVISTA

Confessioni di un “tecnico pericoloso”
Dal 6 aprile troppe cose sono cambiate. Tutti gli aquilani hanno perso delle cose...chi la vita, chi un affetto, chi la casa. In quel terremoto emozionale c'è anche chi ha acquistato qualcosa...ad esempio una notorietà, improvvisa e violenta come il terremoto.
Dal 6 aprile la persona più discussa e più citata dall'aquilano medio è senza dubiio una e una sola. Non sto parlando del Presidente del Consiglio, che pure ha riempito le cronache rosa di questa estate, ma del "tecnico" acquilano Giampaolo Giuliani. Il motivo di tanta fama, semplice: Giuliani afferma di poter prevedere i terremoti e di aver avvertito dell'evento di aprile senza che nessuno lo ascoltasse.
Dal 6 aprile troppe cose sono cambiate. Così adesso tutti conosciamo questo Giampaolo, tutti conosciaamo i suoi studi e le sue teorie. Tuttavia quelle che ancora non si conoscono sono le sue confessioni, i suoi pensieri più profondi.
Ecco, quindi, le confessioni di un "tecnico pericoloso".

QUASIQUASI: Ritorniamo per un momento a quella maledetta notte del 6 aprile. Lei aveva tutto chiaro già da molte ore prima. Tentò di avvisare, ma nessuno lo ascoltò. Da quel giorno è diventato la "Cassandra" aquuilana. Nelle ore seguenti al sisma lei dichiarò di sentirsi quasi colpevole delle morti. E' ancora così?

GIAMPAOLOGIULIANI: Adesso non è più così. L'impatto mediatico di quelle giornate mi ha catapultato dal quasi completo anonimato ad essere l'uomo più discusso del mondo. La paura che mi aveva un pò frenato nei giorni prima del sisma è scomparsa subito, la mattina del 6. Lì sono diventato un'altra persona, una persona che passava dall'essere aggredito all'aggredire. Senza nessun timore mi sono scagliato contro Enzo Boschi, Guido Bertolaso, De Bernardinis, contro tutti quei personaggi a cui era affidata l'incolumità di tutta la nazione. Mi sono scaiato contro di loro perchè in quei giorni ero stao deriso, lasciato da solo e, nonostante avessi la situazione ben chiara sin da parecchie ore prima, non sapevo come fare per avvissare tutta la popolazione interessata. Gia la sera del 6 aprile, durante la diretta di Porta a Porta, avevo denunciato l'accaduto e mi ero accanito contro il Dottor Antonio Piersanti dell'INGV, che era presente in studio, e contro Boschi, che ci aveva raggiunto telefonicamente. Ora è guerra aperta perchè nonostante loro sapessero di me, della nostra ricerca, nonostante loro avessero a disposizione i miei dati, non hanno mai considerato questi studi, anzi, mi hanno deriso di fronte alla nazione.

QQ: Proprio questo mi ha colpito. Perchè la comunita scientifica odierna, reduce da lotte estenuanti contro la Chiesa e la censura subita nei secoli bui, assume comportamenti ostili che sfociano in una sorta d'immobilismo scientifico?

GG: Qui abbiamo due alternative: o sono persone troppo ignoranti per ricoprire quei posti o ci sono degli interessi che si devono salvaguardare. E' ovvio che se si accettasse il fatto che i terremoti si possono prevedere, bisognerebbe ridiscutere la professionalità e la serietà di chi ha sempre affermato ed ostentato il contrario.

QQ: Prima ha citato la puntata di Porta a Porta del 6 aprile. Ricordo che in quella occassione intervenirono degli studiosi europei a supporto della sua tesi. Anzi, se non erro, le chiesero addirittura una collaborazione. Può confermare?

GG: Quella sera arrivò un e-mail al Dottor Vespa da parte di due signori, Sergey Pulinets e Dimitar Ouzounov, che chiedevano al giornalista di mettermi in contatto con loro. Essi volevano approfondire la mia ricerca e non farsi scappare l'occasione. Il signor Vespa mi girò l'e-mail e da allora abbiamo avviato un'interessante collaborazione che è appena sfociata in una pubblicazione su Sciense. Quello che mi domando è come mai a questi signori sono bastati solo quattro mesi di dati per capire la sensazionalità della scoperta, mentre a Boschi e soci non sono bastati tre anni di materiale per prendere almeno in considerazione questi studi?!

QQ: Nessuno è profeta in patria, no?

GG: Be si...ma allora mi viene il dubbio che tutti i ricercatori a cui ho sottoposto il mio lavoro non siano in grado di capire oppure non vogliano accettare il fatto che un tecnico possa aver prevalso sulla comunità scientifica.

QQ: Ha appena introdotto la prossima domanda. Come spiega il fatto che quando si parla di Giampoalo Giuliani si precisa sempre la sua qualifica di "tecnico" mentre quando si parla di suoi colleghi, magari d'oltreoceano, si usano termini come "ricercatore" o "studioso"? L'aggettivo tecnico è meno dignitoso?

GG: Un tecnico non può fare le scoperte!

QQ: Quindi c'è una lobby?

GG: Bè...in Italia, in ambito scientifico, c'è un ostracismo vergognoso da parte di tutte quelle persone che detengono il potere e che impediscono a "tecnici" come me di poter lavorare ad una ricerca ed avere il giusto riconoscimento. Se andiamo a vedere la classifica dei premi Nobel scopriamo che questi sono stati ottenuti in numero maggiore da tecnici che non da ricercatori o studiosi. Questo è un messaggio che io voglio lanciare perchè l'etichetta di "laureato" non dice nulla di più se alle spalle non ci sono sacrifici e volontà, bensi raccomandazioni e spintarelle. Come possiamo sperare di salvare vite umane e di progredire come società se poi certe responsabilità e certe cariche vengono assegnate alle persone sbagliate?

QQ: La Commissione Grandi Rischi è stata indagata per omicidio colposo plurimo per aver tranquillizato la popolazione pochi giorni prima dal sisma. Lei, i primi giorni d'aprile, è stato denunciato per procurato allarme in seguito ad un suo presunto avvertimento per un terremoto nelle località sulmonesi. E' uno scherzo del destino?

GG: La domanda da porsi in questo caso è: ”Se i terremoti non si possono prevedere, come fanno, loro, a dire che non si verificheranno?”

QQ: A questo punto pensa che dietro le rassicurazioni della Commissione si possano celare altri progetti?

GG: Io so che a quella commissione si presentò Antonio Moretti, geofisico dell'Università dell'Aquila. Ad Antonio, nonostante tutte le sue credenziali, furono chiuse le porte in faccia. Qualcuno dei membri, quella sera, disse chiaramente che doveva essermi vietato l'ingresso, salvo poi rilasciare commenti a fine lavori del tipo: “
QQ: Qualcuno diceva che una volta colte le occasioni si moltiplicano. E' vero che recentemente è stato invitato ad un meeting a S.Francisco?

GG: Si. E la più importante e grande convention internazionale sui terremoti e si tiene una volta all'anno, sempre negli States. Giuliani è stato invitato. Non mi risultano inviti ad altre persone e capirà che questo, per me, è motivo di orgoglio.

QQ: Cosa pensa delle voci che vogliono mistificati i dati sulla magnitudo del 6 aprile riportati dall'INGV ovvero della riduzione da 6.3 a 5.8?

GG: Il professor Enzo Boschi ha dichiarato, in risposta agli americani che mettevano in dubbio il grado sismico dell'evento, che i tecnici italiani sono i migliori del mondo sotto il punto di vista dell'esperienza e della preparazione. Tuttavia il 6.3 contestato dall'INGV è stato registrato anche dalla Svezia, dal Giappone e dalla Spagna, solo per citarne alcuni. Quando quelli dell'INGV si sono ritrovati soli a dover portare avanti questa farsa hanno spiegato che il 5.8 è il valore registrato dai rilevatori del distretto aquilano. Dato che anche nel Bengala sanno che per registrare la magnitudo effettiva non si prendono mai in considerazione i sismografi della zona epicentrale, che vanno in saturazione, ma quelli lontani almeno 100km, come mai i tecnici più preparati del globo hanno commesso questa madornale svista? Forse perchè non si tratta di un errore, ma di un falso.

QQ: Per chi ancora non sia pago di tutte queste sue confidenze, a quando l'uscita del libro?

GG: Ci siamo. Premettendo che doveva essere un istant-book ormai trasformatosi in una enciclopedia, posso quasi certamente affermare che il 18 ottobre uscirà "L'Aquila2009.La verità". Ci sono stati molti ritardi, l'ultimo dei quali per motivo di mercato, in quanto la mia casa editrice è la stessa del giornalista di Repubblica, Caporale, che nel mese di settembre è uscito con "L'Aquila non è kabul".

QQ: In chiusura, qualcuno diceva che stava lavorando ad un sistema di previsione interamente on-line?

GG: Si, questo è vero. Tuttavia i grafici e le relative previsioni, al momento, non possono essere ancora pubblicate perchè bisogna potenziare la sicurezza del sito che li ospiterà.

QQ: Sicurezza...?

GG: Qualcuno, nei giorni precedenti al sisma, aveva preso i grafici, che allora erano diposnibili su internet, e li aveva usati per crare confusione e denigrare il lavoro del sottoscritto, tramite false interpretazioni. Forse è stato anche questo che ha indotto Boschi ad affermare che io non cedo le mie rilevazioni. Non c'è niente di più falso! Negli anni addietro ho reso disponibile il mio lavoro alla Provincia di L'Aquila, ad altri ricercatori e persino al Dottor Guerra, collaboratore stretto del direttore dell'INGV. Il problema vero è che al mondo c'è gente che quando si raccomanda esclama: “O Dio!” e altra che invece grida: “O denaro!”.

Alessio Bucaioni

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